Un messaggio da Silvio

2026 . 01 . 12 | scritto da Silvio Levi

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Un anno particolare per la profumeria d’eccellenza…

Il 2025, oltre che denso di rilevanti eventi politico-militari, economici e sociali, ha visto importanti trasformazioni e sviluppi che hanno cambiato notevolmente il quadro della profumeria in generale e di quella cosiddetta di nicchia che ha visto diverse operazioni di M&A e di variazioni delle politiche distributive di marchi precedentemente indipendenti e ora controllati da multinazionali e fondi di investimento.

Allo stesso tempo, molti nuovi marchi si affacciano sul mercato, provenendo da altre culture e continenti, rispetto al lungo predominio anglo- francese. I nuovi contributi dall’Asia, dall’Africa, dall’America del Sud e del Nord, oltre che dal vecchio Continente, sono sempre di più e danno contributi sempre più rilevanti.

Abbiamo assistito alla nascita di nuove proposte retail dedicate alla profumeria di nicchia in tutto il mondo, grazie ad appassionati, collezionisti e giovani imprenditori che danno nuova linfa a questo settore con geniali intuizioni e massima attenzione a rendere sempre più piacevole e “user-friendly” la scoperta di emozioni olfattive per i neofiti delle nuove generazioni. Seguiamo con attenzione questi sviluppi con essencional grazie ai nostri redattori, a Londra come a New York, in mercati emergenti dell’America Latina e del Far East.

Sono entrati in campo fondi di investimento anche in ambito retail sia in Europa che in USA con acquisti o partecipazioni al capitale con quote di minoranza.

Sul fronte distributori, sono continuate le acquisizioni e gli investimenti su aziende storiche del settore.

Una conseguenza di questa vitalità del mercato è stata anche l’apparizione di più proposte di fiere ed esposizioni di profumeria artistica nel mondo.

Un dinamismo generale che è troppo spesso caratterizzato dalla fretta, dal correre per superare un possibile competitor, dal voler ottenere risultati di vendite veloci e massive, ritorni degli investimenti in pochi anni.

Spero vivamente che si possa tornare a far sì che i nuovi lanci dei brand non si accavallino in tempi così stretti, come abbiamo assistito negli ultimi anni. Una nuova proposta ha bisogno di tempo per poter essere apprezzata, soprattutto se originale e non in linea con i trend del momento. Lanciare una ulteriore nuova proposta, prima che la precedente possa essere apprezzata, potrebbe impedire che questa possa diventare una possibile futuro benchmark. In tal modo rischiamo sempre più che alcuni potenziali capolavori vengano abbandonati e ritirati dal mercato prima che possano essere apprezzati per un ragionevole lasso di tempo e diventare un possibile nuovo benchmark.

È evidente che il numero di potenziali consumatori della profumeria di eccellenza è in rapido aumento e l’età media dei consumatori è nettamente più bassa di prima.

D’altra parte, questi nuovi consumatori sperimentano in continuo e non sono facilmente fidelizzabili perché, spesso, non hanno ancora definito una loro personalità e quindi anche il profumo che indossano fa parte di un processo di maturazione in base alle continue e progressive modifiche di esperienze e approccio alla vita.

Credo che sia giunto il momento di rendere la loro visita nei negozi fisici e virtuali molto più sensoriale ed emotiva, di creare opportunità di scoperta che siano semplici, pratiche e giocose. Colori, suoni, immagini, frasi potrebbero guidare a trovare il visitatore a orientarsi in una sempre più ampia proposta di marchi e fragranze.

Bisogna aiutare il visitatore ad esprimere le sue immediate emozioni nell’approcciarsi ad ogni fragranza, a non farlo mai sentire in difetto perché non riconosce gli ingredienti. Meglio spingerlo a comunicare se quella fragranza lo inquieta o lo rilassa, se è calda o fredda, se è gialla o nera, leggera o pesante, ruvida o morbida…

In fin dei conti non viene mai di chiedersi che tipo di tempere ha usato un pittore o che accordi o che strumento ha usato un musicista o ancora che marmo e granito abbia usato uno scultore, o che macchina fotografica o cinepresa abbiano usato un fotografo o un regista….

Conta solo l’emozione che le loro opere inducono a chi ne fruisce.

Vediamo di tenere bene a mente questo e far sì che ogni visita, fisica o virtuale, sia tale da indurre chi la vive a tornare e tornare ancora, alla scoperta di narrazioni olfattive che si avvicinino sempre più al proprio vissuto e alle proprie passioni, se si è alla ricerca di un discreto, ma efficace ambasciatore del nostro stile o, perché no, per ammirare composizioni che non siano solo buone ma molto belle, da un punto di vista estetico, ed ammirarle anche se non le vorremo o potremo mai indossarle personalmente.

Sono certo che vedremo sempre più proposte retail estremamente interessanti e non ovvie e che una visita in profumeria potrà diventare presto non solo un'opportunità di acquisto ma anche una gioia e un piacere personale e che possa arricchire la nostra sensibilità e portarci ogni volta in mondi “virtuali” molto vividi e appassionanti!

La progressiva convergenza di contributi, da parte di culture e nazioni diverse, non potrà che arricchire le proposte e facilitare la conoscenza e condivisione, che non può che renderci sempre più pronti ad accogliere e comprendere le diversità e i contributi positivi mirati soprattutto a dare valore alle nostre esperienze, alle nostre relazioni, al nostro renderci parte di una comunità come individui, ognuno diverso e unico, ma capace di ascoltare e comprendere.

Lasciamo che il profumo possa guidarci verso la tolleranza, la conoscenza dell’altro. In fin dei conti è un linguaggio universale innato che non occorre imparare e dà modo di condividere e comprendere. Non certo una uniformità olfattiva ma un’espressione delle uniche personalità ma che siano il più coerenti possibili con chi le indossa

In conclusione, invito soprattutto a dare ad ogni nuova proposta il giusto tempo per farsi apprezzare. Non si può pretendere che qualcosa di innovativo, inatteso, creativo possa piacere a tutti da subito e credo che in ogni forma d’arte questa sia una regola.

Silvio Levi